“The words” (di Brian Klugman, 2012): Quando le nostre maschere ci somigliano

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Prima o poi, nella vita, capita a tutti, o a quasi a tutti, di mettere una “maschera”. Capita di fingere di pensare qualcosa che non pensiamo davvero, di far finta di apprezzare qualcosa che in realtà non ci piace, di dire qualcosa che non pensiamo veramente. Può succedere a volte in alcune fasi della vita, con persone che conosciamo poco o che conosciamo bene, magari per far piacere a qualcuno o per non dispiacere qualcun altro….

Quello che generalmente si pensa è che queste maschere siano qualcosa di diverso dalla persona che le indossa, che servano a nascondere quello che davvero pensa, sente o è. Io credo invece che, molte volte, le maschere che scegliamo di indossare in qualche modo ci somiglino e dicano di noi più di quanto possiamo pensare. Continue reading

“Alla ricerca di Vivian Maier” (di John Maloof, Charlie Siskel, 2013): L’identità dietro l’obiettivo

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Non è facile mostrarci per quello che siamo, avvicinarci agli altri e lasciarli avvicinare a noi. Ognuno di noi, nel complesso equilibrio della vita, di volta in volta regola i suoi movimenti e trova le sue soluzioni, a volte soddisfacenti, altre volte meno.

Vivian Maier, grandissima fotografa, scoperta solo dopo la sua morte, sembra aver trovato la sua, sebbene “paradossale”. Del resto, “paradossale” è il primo aggettivo con cui viene definita nel documentario.

Perchè una donna con un grande talento artistico, e oltretutto consapevole di possederlo, ha fatto la bambinaia e la donna di servizio e ha scattato, per tutta la vita, una quantità immensa di fotografie per poi tenerle segrete? Continue reading