Wonder (di Stephen Chbosky, 2017): speranza “attiva”, empatia e resilienza

wonder_cinema_e_psicologia

Auggie (August) ha 10 anni e, in occasione del suo ingresso in prima media, sta per frequentare la scuola per la prima volta. Auggie non è mai andato a scuola perché è nato con una patologia che ha comportato 27 operazioni perché potesse “respirare, vedere e sentire senza un apparecchio” e la sua infanzia è passata tra ospedali, convalescenze e la paura di mostrarsi in pubblico. E questo perché tutte le operazioni che ha subito non sono riuscite a dargli quello che lui stesso chiama “un aspetto normale”. Ma è arrivato il momento di smettere di nascondersi e Auggie, sostenuto da una famiglia normale e straordinaria allo stesso tempo, affronterà la sua paura di andare nel mondo.

Il film racconta una storia difficile, ma lo fa in modo delicato e soprattutto con uno sguardo di speranza. Ecco secondo me i motivi principali per cui vederlo.

Continue reading