Wonder (di Stephen Chbosky, 2017): speranza “attiva”, empatia e resilienza

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Auggie (August) ha 10 anni e, in occasione del suo ingresso in prima media, sta per frequentare la scuola per la prima volta. Auggie non è mai andato a scuola perché è nato con una patologia che ha comportato 27 operazioni perché potesse “respirare, vedere e sentire senza un apparecchio” e la sua infanzia è passata tra ospedali, convalescenze e la paura di mostrarsi in pubblico. E questo perché tutte le operazioni che ha subito non sono riuscite a dargli quello che lui stesso chiama “un aspetto normale”. Ma è arrivato il momento di smettere di nascondersi e Auggie, sostenuto da una famiglia normale e straordinaria allo stesso tempo, affronterà la sua paura di andare nel mondo.

Il film racconta una storia difficile, ma lo fa in modo delicato e soprattutto con uno sguardo di speranza. Ecco secondo me i motivi principali per cui vederlo.

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Star Wars: Gli ultimi Jedi (di Rian Johnson, 2017): eroi “umani” in lotta per la speranza

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Ieri è uscito in Italia l’ultimo episodio della saga di “Guerre Stellari”.

Alla fine dell’episodio precedete avevamo lasciato Rey che, appena arrivata sull’isola dove si era ritirato Luke Skywalker, gli porgeva la mitica spada laser con l’intento di chiedergli di tornare e di di addestrarla per diventare un Jedi. Il nuovo episodio ricomincia esattamente da quel punto e da lì riparte per mostrarci le vicende di Luke e di Rey e quelle della Resistenza nella lotta contro il  Primo Ordine.

Devo dire che tra i vari episodi della saga non è sicuramente quello che mi ha entusiasmata di più, ma non posso dire che non mi sia piaciuto, soprattutto perché è un film che parla di speranza.

Provo a condividere con voi le cinque riflessioni che ho fatto dopo aver visto il film. Continue reading

Dunkirk (di Cristopher Nolan, 2017): la speranza, la libertà e il tempo

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Non ho mai amato i film di guerra, ma la mia adorazione per il cinema di Nolan mi ha portata a al cinema a vedere “Dunkirk” nei primissimi giorni di programmazione (anche se poi per scrivere la recensione ci ho messo un po’ di tempo…) e non me ne sono pentita. È vero che è ambientato in guerra, ma, più che un film di guerra vero e proprio, mi è sembrato un film sulla natura umana, o meglio, su come gli esseri umani possono affrontare le condizioni di paura, pericolo e privazione, restando esseri umani. Continue reading