Ex Machina (di Alex Garland, 2014): un robot può passare per un essere umano?

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Un robot può essere scambiato per una persona? Può cioè superare quello che viene chiamato il test di Turing? E questo può succedere anche se sappiamo che è un robot? Cioè, un robot può sembrarci talmente umano da farci dimenticare che è una macchina?

Questa sembra essere la domanda che, inizialmente, il film “Ex Machina” solleva.

Quello che viene naturale fare, a Caleb, il protagonista del film, ma anche a noi che lo guardiamo, è mettersi a osservare con attenzione il robot, i suoi comportamenti, il suo linguaggio. Cerchiamo qualche falla, qualche problema, qualcosa che non sia all’altezza dell’essere umano. Ma non troviamo niente. Sarà mai possibile?

Poi a un certo punto capiamo che, se vogliamo venirne a capo, dobbiamo guardare da un’altra parte. Un po’ ci arriviamo da soli, un po’ è l’evoluzione del film che ci porta a spostare lo sguardo: il problema non è la macchina, ma è l’uomo. Una macchina potrà essere perfetta quanto si vuole (e quella del film davvero lo è!), ma se un uomo finisce per scambiarla per un essere umano non è perché è perfetta o perché simula in modo convincente il pensiero e i sentimenti umani. È perché, anche nell’interazione con un robot, viene fuori un bisogno profondamente umano che è quello di stare in relazione. E che può anche portarci a scambiare un robot per un essere umano, pur sapendo che è un robot.

Parlando di robot e di intelligenza artificiale la faccenda può anche sembrarci molto lontana da noi. Viene da pensare che non ci riguardi: nessuno di noi ha in casa un robot dalle sembianze umane come quello del film e nessuno, quindi, corre il rischio di scambiarlo per una persona. Ma ne siamo davvero sicuri? Forse, se pensiamo al modo in cui, sempre più spesso, ci rapportiamo ai nostri pc, ai nostri telefonini e ai nostri tablet, al malessere che ci assale quando il telefonino si scarica e non possiamo ricaricarlo, al modo in cui parliamo con Siri nel nostro iphone…allora nessuno di noi può davvero dirsi al di fuori di questa questione. Ma almeno ne saremo consapevoli.