“La corrispondenza” (di Giuseppe Tornatore, 2016): quando l’amore è impossibile

la corrispondenza

“Anche una supernova continua a ruotare nella sua orbita anche se prima o poi, secoli o secondi che siano, giunge l’istante che la riporta al vuoto da cui è nata”

Amy (Olga Kurylenko) è una giovane studentessa fuoricorso che per lavoro fa la controfigura nei film. Ed (Jeremy Irons) è un professore universitario, sposato e molto più anziano di lei. I due hanno una relazione a distanza e, oltre ai loro fugaci incontri, il loro amore viaggia attraverso sms, email, videochiamate. Quando Ed, a un certo punto, scompare misteriosamente, Amy continua a ricevere le sue lettere, i suoi video, i suoi messaggi…

Tra le tante chiavi di lettura che si possono usare per interpretare questo film, a me è venuto subito spontaneo leggerlo come un film che parla dell’amore impossibile e, in particolare, delle potenzialità che anche gli amori impossibili (se elaborati!) possono avere nell’aiutare gli amanti a entrare più in contatto con se stessi, a crescere e, anche, a liberare una possibilità più ampia di vivere e amare.

Quando parlo di “amore impossibile” mi riferisco a un amore che, per motivi diversi, non può esprimersi pienamente nella realtà: perché uno dei due (o ciascuno dei due) ha un’altra relazione, perché non si vuole coinvolgere, perché è sposato con la sua famiglia o col suo lavoro, etc… etc…

Così è l’amore tra i protagonisti di questo film: i due si amano profondamente, ma il loro amore, già impossibile, lo diventa ancora di più quando lui scompare.

Di Ed non sappiamo moltissimo, se non che è sposato e che è un luminare nel suo campo, l’astronomia. Scopriamo però che decide di condividere con Amy, come con nessun altro, un momento fondamentale della sua vita, ma allo stesso tempo sceglie di tenerla a distanza. Di Amy scopriamo più cose durante il film. È fuori posto e fuori tempo (ha una relazione a distanza con un uomo già impegnato, è fuoricorso all’università), è come se facesse la controfigura non solo nel lavoro, ma anche nella vita. Quello che capiamo è che la sua vita ad essere impossibile, non solo il suo amore. Sembra che l’investimento amoroso che entrambi possono permettersi sia un investimento parziale: profondo e fortissimo, ma anche “al sicuro” da un coinvolgimento che possa diventare totale e totalizzante.

È però proprio dentro questo amore che entrambi, forse proprio rassicurati (inconsciamente) dall’impossibilità che l’investimento possa esprimersi in tutta la sua potenza, riescono ad accedere ad un contatto più profondo con se stessi. Amy  riuscirà ad elaborare un trauma centrale del suo passato e Ed ad affrontare una fase cruciale della propria vita (Ed a Amy: “Grazie a te però questi ultimi tre mesi sono stati bellissimi”).

Anche l’amore impossibile può farsi possibile, ma ci sbagliamo se ci limitiamo a pensare che sia propio quella relazione a diventare possibile. Quando questo succede, ciò che si è reso possibile è in realtà una capacità più ampia di amare (e vivere), come vediamo accadere in questo film.

Per scoprire in che modo tutto questo accade ai protagonisti del film non vi resta che guardarlo! Buona visione!