Inferno (di Ron Howard, 2016): limiti e responsabilità nell’uso della tecnologia

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Un miliardario visionario e folle decide di distruggere l’umanità (o almeno una parte), credendo, nella sua mente delirante, di salvare il mondo. A salvarlo davvero ci prova invece il professor Langdon (interpretato da Tom Hanks), che abbiamo già conosciuto in “Il codice Da Vinci” e “Angeli e demoni”.

Questa, in estrema sintesi, è la trama di “Inferno”, l’ultimo degli adattamenti cinematografici dei bestseller di Dan Brown.

Ma su che cosa ci fa riflettere questo film?

Io ho avuto la fortuna di vederlo all’interno dell’incontro 9 del chapter di Milano della Singularity University, che lo ha proposto come stimolo per la riflessione e la discussione sul tema della tecnologia, o meglio, su quali possono essere i limiti e le responsabilità nell’uso della tecnologia, affinché questa possa avere un impatto positivo sulla vita delle persone. Continue reading

Il tema dei prossimi mesi: “La scienza, la tecnologia e il web: quali cambiamenti per la nostra vita?”

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Come cambia la nostra vita e come cambiano le nostre relazioni in un mondo che si trasforma alla velocità della luce e che quasi ogni giorno ci offre nuovi strumenti e dispositivi che ci permettono di fare cose impensabili anche solo fino a poco prima?

Da tempo raccoglievo le idee e scrivevo elenchi di film su questo argomento e, dopo aver partecipato all’incontro 9 del chapter di Milano della Singularity University, dove la tematica dei limiti e delle responsabilità nell’uso della tecnologia è stata affrontata proprio a partire dalla visione di un film (“Inferno”), ho finalmente deciso di metterlo a tema del blog.

Partendo quindi proprio dal film “Inferno”, nei prossimi mesi proviamo a riflettere su come cambia ed è cambiata la nostra vita grazie alla scienza, alla tecnologia, al web e ai social network. Buona lettura!

Questione di tempo (di Richard Curtis, 2013): la felicità e il viaggio nel tempo

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Quante volte abbiamo pensato che avremmo voluto viaggiare nel tempo? Per cambiare qualcosa del nostro passato, per fare scelte diverse….e allora sì che, se davvero fossimo riusciti a farlo, allora saremmo stati felici!

È proprio quello che succede a Tim, il protagonista del nostro film che, nel giorno del suo ventunesimo compleanno, scopre che gli uomini della sua famiglia possono viaggiare nel tempo. Continue reading

Inside Out (di Pete Docter, 2015): le emozioni al cinema

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In Italia è uscito ieri e mi sono precipitata al cinema il primo giorno di programmazione. Sto parlando di “Inside Out”, il nuovo film d’animazione Disney-Pixar. Il regista è Pete Docter, lo stesso di “Up”.

Il film, come anche gli altri di Disney-Pixar, è certamente un capolavoro, ma questa volta c’è un motivo in più: nel raccontare una storia, aiuta a comprendere come funzionano e a cosa servono le emozioni ed è stato realizzato con la consulenza di Paul Ekman, il maggior esperto mondiale di emozioni e della loro manifestazione attraverso le espressioni facciali.

Le protagoniste del film sono le emozioni di Riley, una ragazzina che vediamo nascere e crescere nei primissimi minuti del film, ma che seguiamo in modo particolare nelle vicende che le accadono all’età di undici anni. Continue reading

Chef – La ricetta perfetta – (di Jon Favreau, 2014): il lavoro come occasione per la vita

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Il lavoro può diventare qualcosa che aiuta a rimettersi in gioco nella vita, cioè non solo professionalmente, ma anche in famiglia, negli affetti e nelle relazioni in generale?

E’ quello che succede, in questo film, a Carl Casper (Jon Favreau, che è anche il regista del film), un famoso chef di Los Angeles che, in seguito ad un litigio con il proprietario del suo ristorante, perde il lavoro. Continue reading

The company men (di John Wells, 2010): la crisi, la perdita del lavoro e la fatica di rimettersi in gioco

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Perdere il lavoro è effettivamente una tra le esperienze più difficili da affrontare. Ognuno, di fronte ad un’esperienza come questa, reagisce come può: c’è chi si butta nell’agire (ma magari non si da il tempo di pensare, sentire o soffrire); chi fa talmente fatica a confrontarsi con quello che è successo da comportarsi come se niente fosse accaduto; chi non riesce ad affrontare la perdita e sprofonda nella tristezza o nella depressione; chi, pur attraverso la sofferenza, riesce a rimettersi in gioco e ad imparare dall’esperienza difficile che ha attraversato.“The company man” parla proprio di questo. Continue reading