Inside Out: le emozioni al cinema

In Italia è uscito ieri e mi sono precipitata al cinema il primo giorno di programmazione. Sto parlando di “Inside Out”, il nuovo film d’animazione Disney-Pixar. Il regista è Pete Docter, lo stesso di “Up”.

Il film, come anche gli altri di Disney-Pixar, è certamente un capolavoro, ma questa volta c’è un motivo in più: nel raccontare una storia, aiuta a comprendere come funzionano e a cosa servono le emozioni ed è stato realizzato con la consulenza di Paul Ekman, il maggior esperto mondiale di emozioni e della loro manifestazione attraverso le espressioni facciali.

Le protagoniste del film sono le emozioni di Riley, una ragazzina che vediamo nascere e crescere nei primissimi minuti del film, ma che seguiamo in modo particolare nelle vicende che le accadono all’età di undici anni.

Le emozioni che incontriamo, fin dall’inizio, sono Gioia, Paura, Tristezza, Rabbia e Disgusto, che sono cinque tra le emozioni di base o fondamentali, cioè emozioni che abbiamo tutti, indipendentemente dalla nostra età e dalla nostra cultura. Il film ci aiuta a cogliere la funzione di ciascuna delle esse.

Il ruolo di Gioia, Tristezza, Rabbia e Disgusto è chiaro dall’inizio. Gioia aiuta Riley ad affrontare in modo positivo le esperienze della vita, Disgusto “evita che Riley venga avvelenata, fisicamente e socialmente”, Rabbia “ci tiene che Riley non subisca ingiustizie” e l’aiuta a reagire in alcune situazioni, Paura si occupa di tenere Riley al sicuro, proteggendola dai pericoli.

Il ruolo (fondamentale) di Tristezza emerge invece a partire da un certo punto in avanti e diventa chiaro solo alla fine del film. Tristezza aiuta Riley a elaborare la sofferenza e la perdita e le concede il tempo per trovare delle strategie e dei comportamenti che possano essere adatti al suo nuovo ambiente di vita.

Il film mostra anche un’altra importante funzione delle emozioni, che è quella di segnalare agli altri come stiamo. Anche in questo caso scopriamo l’importanza della tristezza: quando si manifesta, spesso consente di avere conforto e vicinanza da chi sta vicino. E la condivisione degli stati emotivi è una delle esperienze fondanti della nostra vita.

Il film evidenzia in modo molto chiaro l’importanza delle emozioni (di tutte quante!) nel guidare il nostro comportamento e, oltre alle emozioni, esplora in modo eccellente anche molti altri aspetti del funzionamento mentale (la genesi dei sogni, la funzione del sogno d’angoscia, la memoria e l’oblio, l’inconscio, le fantasie “magiche” dell’infanzia…). L’unica cosa che mi è sembrata mancare, nel film, è una rappresentazione di quella che potremmo chiamare la soggettività di Reily, cioè quel qualcosa che permette a ciascuno di noi di avere una percezione unitaria e coerente di noi stessi e delle esperienze che viviamo (qualcosa di molto simile a quello che il mio maestro Michele Minolli chiamerebbe “Io-soggetto” o a quello che Michele Di Francesco chiamerebbe “referente unitario di esperienza”). Mi sarebbe insomma piaciuto trovare nel film un personaggio che facesse da coordinatore o referente del “centro di controllo” all’interno di cui le emozioni si muovono guidando il comportamento di Reily.

“Inside Out” è in ogni caso un film spettacolare, istruttivo e educativo. Il mio consiglio è di non lasciarvelo scappare perché non solo vi farà passare un’ora e mezza piacevole, ma vi aiuterà anche a conoscere un po’ di più voi stessi e gli altri.

Sono Sara Zamperlin, psicologa, psicoterapeuta individuale e terapeuta di coppia.

Aiuto le persone e le coppie a prendere in mano la loro vita e la loro relazione.

Sul web parlo di psicologia proprio a partire dal commento di film e serie-tv e sui social mi trovi come “Una psicologa davanti allo schermo”.

Lavoro come terapeuta di coppia nel mio studio di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, e arrivo ovunque grazie alla terapia online.

In studio e online:

Il mio libro:

Sono autrice, con un gruppo di colleghe, del libro “Dio li fa e poi li accoppia? – Il percorso della coppia dall’incontro all’intimità” (Alpes, 2018).

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