Sesso, amore e erotismo oggi: il pensiero di Bauman e due film per approfondire

Che ruolo ha la sessualità nella nostra cultura e in questo periodo storico? Che rapporto c’è tra il sesso, l’amore e l’erotismo?

Qualche anno fa il sociologo Zygmunt Bauman ha dato alcune risposte a queste domanda nel suo libro “Gli usi postmoderni del sesso”, scritto nel 2001 e pubblicato in Italia nel 2013. Sono passati quindi più di 15 anni da quando il libro è stato scritto, ma le sue riflessioni sembrano, ancora oggi, molto attuali. Vi propongo una breve sintesi delle riflessioni che Bauman espone in questo libro e vi suggerisco due film che, secondo me, aiutano a comprendere il suo pensiero.

La sessualità

Bauman, riprendendo una teoria di un altro autore (Octavio Paz), “scompone” la sessualità in 3 elementi:

  • Il sesso (inteso come accoppiamento, come puro esercizio dell’attività sessuale funzionale alla riproduzione, elemento che ci accomuna alle specie animali);
  • L’erotismo (che ha a che fare con la dimensione del piacere e con la capacità propria degli esseri umani di dare significati all’esperienza);
  • L’amore.

L’evoluzione della sessualità nella storia

Il libro ci racconta come, nelle diverse epoche della storia dell’umanità, è stato dato più peso, di volta in volta, a uno di questi tre elementi. Ad esempio, durante l’età moderna, l’erotismo è stato “giustificato” o dal sesso (inteso nella sua funzione riproduttiva) oppure dall’amore: si poteva legittimare la dimensione del piacere o perché esercitare la sessualità serviva a procreare oppure perché ci si amava. 

La sessualità nella società attuale

Quello che invece accade nella nostra epoca (che Bauman definiva “postmoderna” e che adesso i sociologi tendono a chiamare “ipermoderna”), e che è completamente diverso da quello che accadeva in passato, è che assistiamo alla assolutizzazione dell’erotismo, che viene, per la prima volta nella storia, sganciato sia dalla riproduzione che dall’amore.

Le conseguenze del cambiamento culturale attuale

Lo spostamento dell’ago della bilancia verso l’erotismo avrebbe potuto portare con sé una maggior appropriazione della sessualità da parte delle persone. Quello che è successo, però, nella maggioranza dei casi, non perché si è dato più peso all’erotismo, ma perché lo si è assolutizzato, è che questo cambiamento “culturale” si è tradotto in una esasperata ricerca delle sensazioni, del piacere e della forma fisica, che tende all’infinito e difficilmente conduce a una soddisfazione. Come si fa a dire, ad esempio, quando si è raggiunto il massimo della forma? E come si fa a sapere  che non c’è un’esperienza più piacevole di quella che abbiamo già fatto? Uno dei paradossi del nostro tempo è che, partendo da una ricerca esagerata del piacere, si finisce, invece, per non riuscire a goderne.

In questo contesto, in cui la tensione al “di più” pervade ogni campo della nostra vita, la stabilità non è più vista come qualcosa da ricercare, ma come qualcosa di “inadeguato” rispetto invece ad una flessibilità che non pone vincoli, e questo ha portato con sé un inevitabile indebolimento dei legami.

Due film per approfondire

Ormai saprete che sono appassionata di cinema e non posso non suggerirvi due film che vi aiuteranno a capire meglio quello che Bauman ci ha raccontato in questo libro.

Il primo film è “Interstate 60” (di Bob Gale, 2002).

Grazie alle storie di alcuni personaggi che, magicamente, hanno visto realizzarsi nella realtà i loro desideri assolutizzati, questo film, almeno nella prima parte, ci aiuta a comprendere come l’esasperata ricerca di qualcosa porti poi invece, paradossalmente, alla difficoltà di goderne nella realtà. In particolare, per quanto riguarda la sessualità e l’esasperata ricerca del piacere, come dice Bauman: “l’esperienza sessuale definitiva non può che rimanere un compito irrealizzato” (pag. 47).  A questo proposito fate caso al personaggio di Laura, che, “alla ricerca dello scopatore perfetto”, come lei stessa dice, è arrivata al partner numero 2460, ma non riesce a fermarsi, perché non è in grado di stabilire se il prossimo, quello con cui ancora non è stata, sarà meglio di tutti gli altri. Trovate il film in dvd e sul servizio streaming di Amazon Prime Video, ma questo spezzone lo trovate anche su YouTube.

Il secondo film è “La morte ti fa bella” (di Robert Zemeckis, 1992).

Questo film, attraverso la storia (fantastica) di due donne ossessionate dal loro aspetto fisico, aiuta a comprendere come la ricerca della bellezza e della forma fisica assoluta possa diventare infinita e conduca a una perenne insoddisfazione. Nella tentativo esasperato di essere più in forma e con l’illusione di “fermare la morte” in un eterno presente, il corpo, paradossalmente, si devitalizza e diventa incapace di godere. Trovate il film in dvd e sugli store per il noleggio e l’acquisto di video on-line (io ad esempio l’ho preso su iTunes).

E ora…buona lettura e buona visione!

 

Per informazioni e contatti:

Dottoressa Sara Zamperlin – Psicologa psicoterapeuta individuale e di coppia a Sesto San Giovanni e Seveso     (+39) 3473413084     studio@sarazamperlin.it