Una psicologa davanti a Sanremo – 2019

Come ogni anno, se posso, non perdo una puntata del Festival di Sanremo. Non è sempre facile, tra l’orario di inizio che spesso non mi vede ancora a casa davanti alla tv e l’orario impossibile in cui generalmente finiscono le puntate. Ma quest’anno durante questa settimana ho avuto l’influenza e quindi, essendo a casa e non avendo sveglie per la mattina, sono riuscita a vederlo più o meno tutto.

Devo dire che mi sta appassionando meno rispetto ad altri anni, ma ci sono alcune canzoni davvero belle e cariche di spunti di riflessione.

Vi segnalo le mie preferite, se avete voglia cercatele sul web e ascoltatele o leggete i testi.

  1. “Abbi cura di me” cantata da Simone Cristicchi

Un inno alla vita e alla bellezza dei legami che non nasconde la parte più faticosa e difficile del vivere e del volere bene, ma riesce a coglierla come parte essenziale dello stare al mondo. Rimanda a concetti di felicità e di amore molto vicini a quelli espressi da Bauman nel libro (uscito nel 2017, dopo la sua morte) “Meglio essere felici” (Castelvecchi – Lit Edizioni) e nel film La teoria svedese dell’amore”.

  1. “Argento vivo” cantata da Daniele Silvestri

La canzone affronta il tema di come trattiamo l’infanzia, di come spesso, sia a scuola che in famiglia, si tenda a “spegnere” la vivacità di un bambino con l’idea che debba corrispondere a un modello che gli adulti hanno in testa. E in questo panorama, spesso si utilizzano i dispositivi tecnologici (tablet etc..) come “sedativi” più che come strumenti per aiutare bambini e ragazzi a sviluppare le proprie potenzialità. 

Qualche tempo “Figli della libertà”, un bel film indipendente che sono contenta di aver sostenuto, ha affrontato alcuni di questi temi, partendo da una riflessione sulla scuola, sull’educazione e sul modo in cui ci siamo abituati a imparare.

Se vi interessa saperne di più, qui sotto trovate i link ad alcuni video sul mio canale YouTube:

  1. “Nonno Hollywood” cantata da Enrico Nigiotti

La canzone affronta un tema difficile come quello del lutto, racconta della perdita del nonno e di una mancanza che non si colma, ma con cui si impara a convivere e di come il ricordo è però un bene prezioso per tenere viva la memoria di chi abbiamo perso e di quanto abbiamo condiviso.

Se volete approfondire il tema del lutto, potete leggere  la mia recensione di “Up” e vedere la mia video-recensione di “Coco”, due film che affrontano questa tematica in modo profondo e delicato. 

Per il resto, o per il testo, o perchè mi sono rimaste in testa facilmente, o perché, anche se la canzone non mi ha fatto impazzire, apprezzo da sempre chi la canta, devo dire che non mi sono dispiaciute: “I ragazzi stanno bene” dei Negrita, “Mi farò trovare pronto” di Nek, “L’ultimo ostacolo” di Paola Turci e “Aspetto che torni” di Francesco Renga.

Infine, dal festival di Sanremo di quest’anno (di cui non avevo mai sentito nominare un bel numero di partecipanti) ho imparato che giovani e giovanissimi ascoltano una musica molto diversa da quella che ascoltano le persone della mia età e che, per avvicinarsi a loro, sarà necessario aggiornarci…

E voi, avete seguito il festival quest’anno?